Se la tua vita è diventata il "ponte" tra un lavoro e l'altro e ti senti "giù di molare", forse sei anche tu "pre-cariato"... Salviamoci prima di essere devitalizzati!
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Che volete sapere?
Nome: Bukaniere Tempo fa mi definivo "un curriculum vitae in pena alla ricerca di un'occupazione seria", oggi, forse, non lo sono più... Ma non smetterò mai di essere "pre-cariato".
Precarietà è l'essenza della vita al giorno d'oggi e "pre-cariato" è il nostro modo di vivere affannato e senza meta.
Seguitemi nella mia opaca follia... O se volete, passateci un pò di cera e con un panno di lana sarà anch'essa lucida!
Bello, il titolo già mi piace.... Quasi quasi ci scrivo un best-seller come "La solitudine dei numeri primi", "L'inquietudine delle radici quadrate", "La salubrità degli integrali"...
...Ma no, scrivo solo un post che tanto ormai, mi leggono davvero in pochini.
Ecco torniamo al topico: tutti noi per forza di cose, vuoi che ci servano dei farmaci per disturbi più o meno seri, prodotti di "beleza" (come direbbe la Mazza) o accessori vari, come complementi alla gestione del piacere senza effetti collaterali piagnucoloni e mangiasoldi (aka contraccettivi) frequentiamo le farmacie.
La cosa che più mi colpisce dei farmacisti, commessi con tanto di laurea (che poi che vuol dire? Che anche io c'ho la laurea e vendo guarrattelle, ma non stò lì ad atteggiarmi come se fossi mago Merlino che dispensa le sue arti a pagamento), è che quando uno chiede loro qualcosa, hanno la cattiva abitudine di parlare urlando, alla faccia della "praivasi", alla faccia della riservatezza e spesso della timidezza e dell'imbarazzo dell'acquirente che si trova lì a parlare delle sue cose, spesso intime (la malattia è già di per sè qualcosa di "intimo", di delicato) come se fosse in un confessionale senza però riceverne in cambio adeguata delicatezza nelle risposte.
E' come se appunto, un cattolico osservante si inginocchiasse davanti al prete e questi urlasse a voce alta nella chiesa affollata: "ALLORA FIGLIOLO... ANCORA UNA VOLTA TI SEI TOCCATO, HAI TRADITO TUA MOGLIE ED HAI RUBATO AL LAVORO FACENDOTI PASSARE PER MALATO QUANDO INVECE STAVI BENISSIMO???"... Ecco... La chiesa in tal caso starebbe messa già peggio di com'è...
Ma torniamo in farmacia.
Ho assistito spesso a scenette tragicomiche, ve ne racconto solo qualcuna.
Un uomo sulla quarantina si avvicina al bancone, si piega in avanti verso la farmacista: "Ehm..." inizia a voce bassa ma io che gli ero vicino, sento quel che dice "vorrei dei profilattici..."
La farmacista urlando "AH BENE E DI CHE MARCA LI VUOLE QUESTI PROFILATTICI?"
Il tizio arrossisce "Ehm... quelli più economici..." (detto così sottovoce, che se trombare potrebbe (o dovrebbe) essere qualcosa di cui vantarsi, farlo coi i "cosi" economici è un pò una figura di m...)
QUELLI PIU' ECONOMICI??? e si gira verso un collega "MI DAI I PROFILATTICI CHE ABBIAMO MESSO IN OFFERTA???". Ovviamente in questi casi ci sono le classiche due o tre "bizzoche" (donne anziane dedite alla preghiera intensiva) che lanciano sguardi fiammeggianti di indignazione come per dire "Peccatore e spilorcio!".
Un'altra volta una giovane donna, diciamo tra i 25 ed i 30 anni, abbastanza fine, si avvicina al bancone cercando di attirare l'attenzione della dottoressa che intanto era distratta a fare altro. Appena questa le dice il classico e scortese "PREGO?" le racconta di avere un qualche "problema intimo..."
La farmacista senza neanche alzare lo sguardo da quello che stava facendo urla:
"MA LEI HA SOLO PRURITO VAGINALE O PROPRIO BRUCIORE, PERCHE' POI DIPENDE... " e inizia a sciorinare, sempre urlando, una serie di prodotti, lavande vaginali, candelotti di dinamite e simili che si userebbero alla bisogna, con tanto di dettagliate istruzioni sul come curare la propria igiene intima... Poco ci mancava e le chiedeva anche se era solita accoppiarsi con babbuini e simili.
Ovviamente la ragazza rispose ancora più intimidita e con la voce rotta, diventando di una bella varietà di tinte, dal rosso pompeiano al viola cardinalizio, passando dopo poco al maculato quando si recò alla cassa dopo che la tizia aveva urlato al cassiere (ovviamente dall'altro lato della farmacia) anche il nome della lavanda vaginale ed il prezzo da pagare.
Ieri invece è stata la volta di una signora sulla cinquantina che soffriva di emorroidi...
La farmacista stavolta oltre che urlare il fatto che "LE EMORROIDI SONO UN PROBLEMA MOLTO FASTIDIOSO E DOLOROSO" e che nei casi più acuti (mimando con la mano un qualcosa di "acuto" e "voluminoso" come un'arancia") LA POMATINA NON BASTA, CI VOGLIONO 6 PASTICCHE AL GIORNO DEL PRODOTTO X PER LA CIRCOLAZIONE...
...E LEI MI SA' SIGNORA CHE IL PROBLEMA CE L'HA MOLTO ACUTO" (gesto della mano che mimava un "acuto" ancora più voluminoso e doloroso)...
Ed è così che quando finalmente arriva il mio turno:
DESIDERAAAA???? - Niente grazie, guardavo le vetrine! :)
ed umido che arriva fino al cuore, all'anima... Voglia di fare zero!
Eppure è all'inizio dell'anno che si costruisce tutto il resto, si può dire, fino alla fine che per davvero "chi ben comincia, è alla metà dell'opera!".
Ed allora l'unica è non pensarci e tentare di sorridere... Dicendo che l'inverno non c'ha solo tediato... C'ha proprio scassato o c...
Bukaniere alle gennaio 29, 2009 14:15 in:
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Sì lo so, devo rassegnarmi: mi avvicino ai quaranta...
Ma una volta non si diceva "la vita inizia a quarant'anni"???
Ma dev'essere un'altra delle boiate con le quali sono stato cresciuto e che si sono rivelate delle grandissime fregature come "chi semina raccoglie", "chi ben comincia è alla metà dell'opera", "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te" e via dicendo.
Ebbene no, la vita inizia a declinare a quanto pare proprio a quarant'anni.
Altrimenti non si spiegherebbe perchè i miei amici coetanei, intorno ai trenta andati o appena compiuti, anzichè essere presi dall'ardore della mezza età incipiente, piuttosto che comprare un'Harley Davidson, andare vestiti come degli idioti con completini in pelle e tacchinare le sedicenni, stiano lentamente scivolando verso la terza età, senza soste intermedie.
E così capita che i tuoi weekend siano sempre più "infuocati" e trascorsi tra casa, negozio di alimentari o centro commerciale, e poi al telefono per sentirti dire che Tizio ha impegni coi parenti, che Caia è stanca perchè questa settimana si è alzata presto, che Sempronio alle 5,30 del pomeriggio ti risponde alla tua domanda sui programmi della serata, "Non lo so adesso, A. (la fidanzata/convivente) si è messa a riposare e ora stà ancora dormendo della grossa... Sentiamoci più tardi"... Chiamami verso le 7 và!"...
Ed alle 7 (sempre della sera) come convenuto tu chiami speranzoso e candido come un fanciullino che crede ancora in Babbo Natale, sperando che almeno una tranquilla pizza e due chiacchiere siano una cosa fattibile ed al telefono di casa sua ti risponde sua madre, col tono seccato che hanno le madri quando alle medie chiedi se Filippo o Marco, può scendere a giocare, ma Filippo o Marco, non hanno ancora terminato i compiti. Oppure quando eri al liceo (ma vale dal liceo fino alla terza età) e telefonavi a casa di Laudonia od Ermenegilda, la ragazza che ti piaceva e chiedevi se era in casa e lei - la madre ansiosa - temendo che tu fossi un terrorista attentatore della sua santa verginità (perchè le madri che pure hanno fatto quello che dovevano ai propri tempi, sperano sempre che le proprie figlie no, ed a sverginare le principessine, se proprio era Iddio in persona a volerlo, doveva essere almeno un giovane e bellissimo miliardario integralista cattolico che le avrebbe prima sposate salvo donare un enorme patrimonio di famiglia) - ti risponde seccatissima che no, Laudomia stà riposando/mangiando/facendo delle faccende imprescindibili ed importantissime e tu, per favore, cancella il numero dalla tua rubrica, dalla tua memoria e dalla tua vita...
Ecco, il mio amico P, alle 7 del pomeriggio, di domenica, dormiva...
...Insomma... Se questa è la vita che "incomincia"... Non era meglio morire da piccoli?
Uno, due... Uno, DUE!!! Scandire le sillabe, U-NO... DU-E... O forse no, e chi se la ricorda più la divisione in sillabe? Avevo 6 anni quando la facevo...
Eppure non mi ero mai reso conto di quanto sottile e fragile fosse la distinzione tra UNO e DUE, almeno a livello di pronuncia, fino a quando una serie, estenuante e pare interminabile, di episodi incresciosi mi ha fatto capire che evidentemente, scandisco male le due parole.
Un pò è che il tono della mia voce ha la "sfortuna" di stare su una qualche frequenza opposta a quella del rumore di fondo o brusìo che si genera nei luoghi affollati per cui, per farmi sentire, devo urlare tipo come faceva il sergente istruttore al "SOLDATO PALLA DI LARDOOO!!!" di Full Metal Jacket, un pò è che tendo ad usare comunque un tono di voce "moderato" per temperamento... Ed un pò è anche che il 99% dei lavoratori della grande distribuzione, delle catene alimentari e della ristorazione, sono messi in un modo tra il rincoglionito ed il rintronato, causa superturni e scazzo congenito da paga bassa e precarietà...
Fatto stà che quando vado a prendere un caffè con la mia Vera, 9 volte su 10, ne chiedo 2 alla cassa e mi fanno lo scontrino per uno, e se la cassiera è un'illuminata che mi presta attenzione e guarda le mie dita atteggiate a "NUMERO 2" e capisce l'equazione: "due persone, due dita = due caffè", sarà 9 volte su 10 il barista a capire male ed a prepararne uno solo. E finquando è il caffè, poco male... Tranne una volta che una cassiera quasi mi menava perchè io non avevo contato il resto, lei mi aveva segnato un solo caffè ed io ne pretendevo due dal barista...
E ieri, l'ultima in ordine di tempo: andiamo all'inferno commerciale di Marcianise per vedere un pò se c'era qualcosa di comprabile, si fa ora di pranzo e optiamo per un panino al solito fast food che cucina in stile "Old West".
Orbene, siamo due persone, è ora di pranzo, occupiamo due posti. Si presume che le due persone siano ugualmente affamate, anche se le donne tendenzialmente (almeno in media) mangiano un pochino meno... Chiediamo due acque minerali, una frizzante ed una non, e due panini - e qui è stato l'errore - uguali... Bè, il tizio che raccoglieva le ordinazioni si sarà dovuto chiedere perchè facevo il segno di vittoria quando ordinavo: "PAROLAINCOMPRENSIBILECHEPRENDOPERUNO Hamburger Cacchiodecacchis e PAROLACHEORAINTERPRETOCOMEDUECHISSAPERCHE acque minerali, di cui una frizzante, l'altra no"...
Dopo un pò ci arrivano le due bottigliette, come da richiesta e la nota con la "COMANDA" e da lì leggo che il tizio aveva capito male... C'è segnato "UNO"... Ma gli diamo fiducia... Forse è solo il codice del panino, essendo due uguali non l'avranno segnato per la seconda volta... Ma dopo una ventina di minuti, quando ce ne vediamo portare uno solo, allora capiamo che atteggiare le dita a DUE, scandire la parola "DUE" come se uno stesse parlando ad un computer (perdipiù un computer demente) e essere fisicamente in due, non sempre significa che si vogliono due unità della stessa cosa.
Ho deciso che la prossima volta mi fingo straniero e lo ripeto in tutte le lingue: "Two hamburgers please! Como se dice? Dos? Due? Zwei paninen? Comprendere tu Ja????"
Ci siamo, ormai è il 3 di gennaio e la sbornia festiva stà passando quasi del tutto.
Il 2009 si annuncia come un anno critico, l'assonanza con il 1929 è forte ed anche in alcune similitudini con quella più grande crisi economica che la storia moderna ricordi.
Ed anche se i vari "esperti" cercano, più o meno fondatamente, di segnare le differenze per scongiurare attacchi di panico collettivo, l'aria è "densa" e pesante da respirare.
Intanto nel mio piccolo ho iniziato questo nuovo anno così come ho terminato il "vecchio" e cioè con un fastidioso malessere parainfluenzale che sembra non volermi proprio abbandonare da alcuni giorni, anzi, stamattina mi sento persino peggio.
Il cielo è grigio, piovoso e l'aria è molto fredda. Tra qualche giorno ricomincia la quotidiana battaglia per la sopravvivenza ed in quest'aria di crisi dovrò dimostrare di sapermela cavare ancor più di prima e tirare fuori grinta ed ottimismo, quell'ottimismo che a causa dei continui richiami governativi è diventato quasi un numero da Zelig.
Ecco, passate le varie illusioni da oroscopo e dissoltesi le bollicine dello spumante, stà per iniziare il "vero" anno... E quindi dopo tre giorni dal Capodanno "ufficiale" vi auguro anche "Buona Resistenza!!!"
Bukaniere alle gennaio 03, 2009 12:05 in:
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