sabato, 31 gennaio 2009

La discrezione del farmacista.

Bello, il titolo già mi piace.... Quasi quasi ci scrivo un best-seller come "La solitudine dei numeri primi", "L'inquietudine delle radici quadrate", "La salubrità degli integrali"...

...Ma no, scrivo solo un post che tanto ormai, mi leggono davvero in pochini.

Ecco torniamo al topico: tutti noi per forza di cose, vuoi che ci servano dei farmaci per disturbi più o meno seri, prodotti di "beleza" (come direbbe la Mazza) o accessori vari, come complementi alla gestione del piacere senza effetti collaterali piagnucoloni e mangiasoldi (aka contraccettivi) frequentiamo le farmacie.

La cosa che più mi colpisce dei farmacisti, commessi con tanto di laurea (che poi che vuol dire? Che anche io c'ho la laurea e vendo guarrattelle, ma non stò lì ad atteggiarmi come se fossi mago Merlino che dispensa le sue arti a pagamento), è che quando uno chiede loro qualcosa, hanno la cattiva abitudine di parlare urlando, alla faccia della "praivasi", alla faccia della riservatezza e spesso della timidezza e dell'imbarazzo dell'acquirente che si trova lì a parlare delle sue cose, spesso intime (la malattia è già di per sè qualcosa di "intimo", di delicato) come se fosse in un confessionale senza però riceverne in cambio adeguata delicatezza nelle risposte.

E' come se appunto, un cattolico osservante si inginocchiasse davanti al prete e questi urlasse a voce alta nella chiesa affollata: "ALLORA FIGLIOLO... ANCORA UNA VOLTA TI SEI TOCCATO, HAI TRADITO TUA MOGLIE ED HAI RUBATO AL LAVORO FACENDOTI PASSARE PER MALATO QUANDO INVECE STAVI BENISSIMO???"... Ecco... La chiesa in tal caso starebbe messa già peggio di com'è...

Ma torniamo in farmacia.

Ho assistito spesso a scenette tragicomiche, ve ne racconto solo qualcuna.


Un uomo sulla quarantina si avvicina al bancone, si piega in avanti verso la farmacista:
"Ehm..." inizia a voce bassa ma io che gli ero vicino, sento quel che dice "vorrei dei profilattici..."
La farmacista urlando "AH BENE E DI CHE MARCA LI VUOLE QUESTI PROFILATTICI?"
Il tizio arrossisce
"Ehm... quelli più economici..." (detto così sottovoce, che se trombare potrebbe (o dovrebbe) essere qualcosa di cui vantarsi, farlo coi i "cosi" economici è un pò una figura di m...)
QUELLI PIU' ECONOMICI??? e si gira verso un collega "MI DAI I PROFILATTICI CHE ABBIAMO MESSO IN OFFERTA???". Ovviamente in questi casi ci sono le classiche due o tre "bizzoche" (donne anziane dedite alla preghiera intensiva) che lanciano sguardi fiammeggianti di indignazione come per dire "Peccatore e spilorcio!".

Un'altra volta una giovane donna, diciamo tra i 25 ed i 30 anni, abbastanza fine, si avvicina al bancone cercando di attirare l'attenzione della dottoressa che intanto era distratta a fare altro. Appena questa le dice il classico e scortese "PREGO?" le racconta di avere un qualche "problema intimo..."
La farmacista senza neanche alzare lo sguardo da quello che stava facendo urla:
"MA LEI HA SOLO PRURITO VAGINALE O PROPRIO BRUCIORE, PERCHE' POI DIPENDE... " e inizia a sciorinare, sempre urlando, una serie di prodotti, lavande vaginali, candelotti di dinamite e simili che si userebbero alla bisogna, con tanto di dettagliate istruzioni sul come curare la propria igiene intima... Poco ci mancava e le chiedeva anche se era solita accoppiarsi con babbuini e simili.

Ovviamente la ragazza rispose ancora più intimidita e con la voce rotta, diventando di una bella varietà di tinte, dal rosso pompeiano al viola cardinalizio, passando dopo poco al maculato quando si recò alla cassa dopo che la tizia aveva urlato al cassiere (ovviamente dall'altro lato della farmacia) anche il nome della lavanda vaginale ed il prezzo da pagare.

Ieri invece è stata la volta di una signora sulla cinquantina che soffriva di emorroidi...

La farmacista stavolta oltre che urlare il fatto che "LE EMORROIDI SONO UN PROBLEMA MOLTO FASTIDIOSO E DOLOROSO" e che nei casi più acuti (mimando con la mano un qualcosa di "acuto" e "voluminoso" come un'arancia") LA POMATINA NON BASTA, CI VOGLIONO 6 PASTICCHE AL GIORNO DEL PRODOTTO X PER LA CIRCOLAZIONE...
...E LEI MI SA' SIGNORA CHE IL PROBLEMA CE L'HA MOLTO ACUTO" (gesto della mano che mimava un "acuto" ancora più voluminoso e doloroso)...

Ed è così che quando finalmente arriva il mio turno:

DESIDERAAAA????
- Niente grazie, guardavo le vetrine! :)
Bukaniere alle gennaio 31, 2009 16:37 in: elucubrazioni, facezie, amenità
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giovedì, 29 gennaio 2009

L'inverno m'ha "tediato" come una canzone di Giusy Ferreri...

...Arrivo alla fine dell'inverno che proprio non ce la faccio più: giornate brevi, grigie, fredde, umidicce, pioggia, pioggia, pioggia...

Dolori nelle ossa
ed umido che arriva fino al cuore, all'anima... Voglia di fare zero!

Eppure è all'inizio dell'anno che si costruisce tutto il resto, si può dire, fino alla fine che per davvero "chi ben comincia, è alla metà dell'opera!".

Ed allora l'unica è non pensarci e tentare di sorridere... Dicendo che l'inverno non c'ha solo tediato... C'ha proprio scassato o c...

 
Bukaniere alle gennaio 29, 2009 14:15 in:
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sabato, 24 gennaio 2009

I ragazzi di oggi?


Tardo pomeriggio del venerdì: sono nel microscopico negozio "tutto x il party" di una cliente, situato in una zona che attira clientela vip ed ultravip della borghesia napoletana, clienti quasi tutte donne, quasi tutte di una certa età e status sociale.

Dopo un paio di ore che cerco di far passare per buoni gli articoli di una nuova azienda che ha avuto la cattiva idea di sostituire i cataloghi cartacei con un sistema basato solo sul pc (e che non funziona bene! :|) entrano nel negozio una donna e la sua bambina.
Circa trent'anni, 1.70 o più, mora appena stata dal parrucchiere e appena fuggita da una boutique di classe, lineamenti squadrati e viso serio, naso e mento inclinati verso l'alto a 45° come di chi fa fatica per non sentire la "puzza dei comuni mortali". Per mano tiene un esemplare miniaturizzato del genus "stronzetta": la testa nascosta nel cappuccio del suo (costosissimo) giaccone, come Kenny di Southpark. L'adorabile bimba non mette neanche piede saltellante nel negozio che inizia già a toccare tutto, a suo agio come nella sua "cameretta" di 110 Mq.

Buonasera, vorrei degli articoli per la sua festa di compleanno
- esordisce la madre, indicando la bambina con la deferenza di un Pippo Baudo che annuncia la partecipazione straordinaria di Mina a San Remo.

Prego - fa la proprietaria del negozio, cosa desidera in particolare? Abbiamo piatti, bicchieri, blà blà, festoni, blàblà, palloncini blà, con le Winx, Hallo Kitty, blà-blà-blà...

Amore di mamma cosa desideri?

Nel frattempo la bambina stà strangolando dei palloncini inermi.

Non lo soooo.... - Fa il "dolce cuore di mamma"...

Cosa ti piace amooooore???? - ma non toccare, non si toccano le cose che non sono tue! (Mai udito un rimprovero con un tono più dolce ed accondiscendente oltre che compiaciuto).

Il messaggio viene recepito dal "dolce cucciolo di Attila" come: "tocca, scassa, rompi, devasta!" e difatti la "pargoletta mano" stringe ancora di più l'ormai esanime palloncino.
Non lo sooooo Mammaaa....
Ti piace questo?
NOO!!!! - tuona secco e perentorio la bambina, capendo da ottima stratega militare in fasce che accettare la prima proposta è sempre un errore strategico.
Poi ritorna a toccare tutto e di tutto, mentre io e la proprietaria del negozio ci lanciamo uno sguardo al cielo di intesa.
L'attenzione si sposta su dei piatti di Tom&Jerry, ma stavolta è la proprietaria del negozio che fa un gravissimo errore per un venditore, esclamando: "ma questi sono per bambini piccoli"...

E la bambina si ritrae come offesa a morte "Sono per bambini piccoli? Allora no!"
Ma quanti anni hai? Le domanda la incauta signora.
5 e mezzo, ma da domani sono sei (vabbè, l'errore matematico glielo perdoniamo, ma solo quello!)
Ah, solo 6 anni? Sembravi già così grandeeeee???

Nel mentre, io guardo con un pò di distacco mamma e figlia. In effetti sono entrambe altine, la madre forse è alta quanto me e la figlia promette di raggiungere e forse superare la madre.

Gli occhietti furbetti e cattivi che spuntano come piccole lancie termiche dal di sotto del cappuccio, intanto scrutano il negozio alla ricerca di qualcosa.

E la trattativa va avanti per una mezz'ora, e Attiletta ottiene quindi tutto un set da party in rosa e lilla con tanto di spumante per bambini, tovaglia e bicchieri coordinati...

Nel frattempo la osservo mentre tocca praticamente tutti gli articoli esposti che erano a portata della mano di una piccola Gargamella di un metro e tanta voglia di rompere le balle al prossimo...

Ma la cosa che sembra colpire di più la sua ricca e famelica voracità, è il palloncino a forma di fiore che per primo è stato strangolato. Si vede che una bambina del genere ha tutto di tutto e quindi non potrebbe desiderare null'altro, almeno non nulla di così semplice e bambinesco come un palloncino colorato.

La trattativa termina con la madre che chiede alla sua pargola: "allora sei contenta amoooore??? Hai tutto quello che desideri per la tua festa????"
Mamma voglio le forchettine di carta bianche....
Ma tessssoro - dice lei lanciandomi un'occhiata alla ricerca di approvazione e un mezzo sorriso stirato che non riesco a decifrare se non come un "tu fai meno la faccia schifata, che poi voglio vedere te ad essere schiavo di un mostro simile" - le forchette le hai già... E poi alle feste, mica vi si danno le forchette?
- Ma mammmaaaaaaaaa, e la torta come vuoi che la mangiamo? Con LE MA-NI???! E' IL MIO COMPLEANNOOOOO!!!" (giuro che la piccola Hitler a 5anni e mezzo, domani 6, si esprimeva meglio di un adulto).
Evvabbene Ammmorreeee....

La mamma paga, nel frattempo, pensando di non essere osservata - ma io avevo capito che la bambina mirava a qualcosa e la tenevo d'occhio - BabyHitler afferra il palloncino e se lo nasconde dietro la schiena. Esce teatralmente dal negozio dando le spalle alla porta e dicendo con ampi e falsissimi sorrisi "CIAOOO!!! CIAOOOO!!! GRAZIE!!! CIAOOO!!!"

Appena hanno messo piede fuori dal negozio, ridacchiando comunico alla mia cliente che la "pargola" le ha appena rubato un palloncino. La signora, rintontita dalla mezz'ora di trattativa estenuante, che pareva più facile mettere d'accordo Israeliani e Palestinesi, sgrana gli occhi e mi fà: "Ah, meno male! Solo quello? Pensavo avesse fatto di peggio".

Intanto da fuori la porta sento la madre "rimproverare la figlia": uh, ma hai preso il palloncino? Riportalo subito, non si prendono le cose" e il tono era tra il divertito ed il compiaciuto.

La bambina rientra e da attrice consumata fa "Signora, ho trovato questo per terra...."
La signora le dice che può anche tenerselo perchè glielo regala.
Di nuovo la madre la rimprovera: "Tessssoro, non si rubano le cose sai?"
Ma mammaaaaa.... L'ho trovato per terraaaaa.....

Ecco - aggiungo io - poi si lamentano se un giorno, quando la figlia avrà compiuto 16 anni, si riveglieranno in una pozza di sangue, con la 'pargoletta mano' che avrà nfierito con 97 coltellate per avere l'eredità  un pochino in anticipo...
Alla polizia racconterà "Mia madre? Non l'ho ammazzata io... L'ho trovata già
per terra".

Bukaniere alle gennaio 24, 2009 13:01 in: katrina, il ciclone bambina, gatte da pelare, robbba da chiodi
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giovedì, 15 gennaio 2009

Post-minimalismo

Ma pienz' a salute!!!
Bukaniere alle gennaio 15, 2009 12:17 in:
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domenica, 11 gennaio 2009

Dr. Hospice, Geriatrical Division

Sì lo so, devo rassegnarmi: mi avvicino ai quaranta...
Ma una volta non si diceva "la vita inizia a quarant'anni"???
Ma dev'essere un'altra delle boiate con le quali sono stato cresciuto e che si sono rivelate delle grandissime fregature come "chi semina raccoglie", "chi ben comincia è alla metà dell'opera", "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te" e via dicendo.

Ebbene no, la vita inizia a declinare a quanto pare proprio a quarant'anni.
Altrimenti non si spiegherebbe perchè i miei amici coetanei, intorno ai trenta andati o appena compiuti, anzichè essere presi dall'ardore della mezza età incipiente, piuttosto che comprare un'Harley Davidson, andare vestiti come degli idioti con completini in pelle e tacchinare le sedicenni, stiano lentamente scivolando verso la terza età, senza soste intermedie.

E così capita che i tuoi weekend siano sempre più "infuocati" e trascorsi tra casa, negozio di alimentari o centro commerciale, e poi al telefono per sentirti dire che Tizio ha impegni coi parenti, che Caia è stanca perchè questa settimana si è alzata presto, che Sempronio alle 5,30 del pomeriggio ti risponde alla tua domanda sui programmi della serata, "Non lo so adesso, A. (la fidanzata/convivente) si è messa a riposare e ora stà ancora dormendo della grossa... Sentiamoci più tardi"... Chiamami verso le 7 và!"...
Ed alle 7 (sempre della sera) come convenuto tu chiami speranzoso e candido come un fanciullino che crede ancora in Babbo Natale, sperando che almeno una tranquilla pizza e due chiacchiere siano una cosa fattibile ed al telefono di casa sua ti risponde sua madre, col tono seccato che hanno le madri quando alle medie chiedi se Filippo o Marco, può scendere a giocare, ma Filippo o Marco, non hanno ancora terminato i compiti. Oppure quando eri al liceo (ma vale dal liceo fino alla terza età) e telefonavi a casa di Laudonia od Ermenegilda, la ragazza che ti piaceva e chiedevi se era in casa e lei - la madre ansiosa - temendo che tu fossi un terrorista attentatore della sua santa verginità (perchè le madri che pure hanno fatto quello che dovevano ai propri tempi, sperano sempre che le proprie figlie no, ed a sverginare le principessine, se proprio era Iddio in persona a volerlo, doveva essere almeno un giovane e bellissimo miliardario integralista cattolico che le avrebbe prima sposate salvo donare un enorme patrimonio di famiglia) - ti risponde seccatissima che no, Laudomia stà riposando/mangiando/facendo delle faccende imprescindibili ed importantissime e tu, per favore, cancella il numero dalla tua rubrica, dalla tua memoria e dalla tua vita...

Ecco, il mio amico P, alle 7 del pomeriggio, di domenica, dormiva...

...Insomma... Se questa è la vita che "incomincia"... Non era meglio morire da piccoli?
Bukaniere alle gennaio 11, 2009 19:58 in: elucubrazioni, e son fumino
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martedì, 06 gennaio 2009

1 - 2, 1 - 2, uno - due, prova UNO - DUE!!!

Uno, due... Uno, DUE!!! Scandire le sillabe, U-NO... DU-E... O forse no, e chi se la ricorda più la divisione in sillabe? Avevo 6 anni quando la facevo...

Eppure non mi ero mai reso conto di quanto sottile e fragile fosse la distinzione tra UNO e DUE, almeno a livello di pronuncia, fino a quando una serie, estenuante e pare interminabile, di episodi incresciosi mi ha fatto capire che evidentemente, scandisco male le due parole.

Un pò è che il tono della mia voce ha la "sfortuna" di stare su una qualche frequenza opposta a quella del rumore di fondo o brusìo che si genera nei luoghi affollati per cui, per farmi sentire, devo urlare tipo come faceva il sergente istruttore al "SOLDATO PALLA DI LARDOOO!!!" di Full Metal Jacket, un pò è che tendo ad usare comunque un tono di voce "moderato" per temperamento... Ed un pò è anche che il 99% dei lavoratori della grande distribuzione, delle catene alimentari e della ristorazione, sono messi in un modo tra il rincoglionito ed il rintronato, causa superturni e scazzo congenito da paga bassa e precarietà...

Fatto stà che quando vado a prendere un caffè con la mia Vera, 9 volte su 10, ne chiedo 2 alla cassa e mi fanno lo scontrino per uno, e se la cassiera è un'illuminata che mi presta attenzione e guarda le mie dita atteggiate a "NUMERO 2" e capisce l'equazione: "due persone, due dita = due caffè", sarà 9 volte su 10 il barista a capire male ed a prepararne uno solo. E finquando è il caffè, poco male... Tranne una volta che una cassiera quasi mi menava perchè io non avevo contato il resto, lei mi aveva segnato un solo caffè ed io ne pretendevo due dal barista...

E ieri, l'ultima in ordine di tempo: andiamo all'inferno commerciale di Marcianise per vedere un pò se c'era qualcosa di comprabile, si fa ora di pranzo e optiamo per un panino al solito fast food che cucina in stile "Old West".

Orbene, siamo due persone, è ora di pranzo, occupiamo due posti. Si presume che le due persone siano ugualmente affamate, anche se le donne tendenzialmente (almeno in media) mangiano un pochino meno... Chiediamo due acque minerali, una frizzante ed una non, e due panini - e qui è stato l'errore - uguali... Bè, il tizio che raccoglieva le ordinazioni si sarà dovuto chiedere perchè facevo il segno di vittoria quando ordinavo: "PAROLAINCOMPRENSIBILECHEPRENDOPERUNO Hamburger Cacchiodecacchis e PAROLACHEORAINTERPRETOCOMEDUECHISSAPERCHE acque minerali, di cui una frizzante, l'altra no"...

Dopo un pò ci arrivano le due bottigliette, come da richiesta e la nota con la "COMANDA" e da lì leggo che il tizio aveva capito male... C'è segnato "UNO"... Ma gli diamo fiducia... Forse è solo il codice del panino, essendo due uguali non l'avranno segnato per la seconda volta... Ma dopo una ventina di minuti, quando ce ne vediamo portare uno solo, allora capiamo che atteggiare le dita a DUE, scandire la parola "DUE" come se uno stesse parlando ad un computer (perdipiù un computer demente) e essere fisicamente in due, non sempre significa che si vogliono due unità della stessa cosa.

Ho deciso che la prossima volta mi fingo straniero e lo ripeto in tutte le lingue: "Two hamburgers please! Como se dice? Dos? Due? Zwei paninen? Comprendere tu Ja????"
Bukaniere alle gennaio 06, 2009 22:04 in: elucubrazioni, facezie, amenità, incredibile ma -quasi- vero, robbba da chiodi, e son fumino
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sabato, 03 gennaio 2009

All aboard!!!

Ci siamo, ormai è il 3 di gennaio e la sbornia festiva stà passando quasi del tutto.
Il 2009 si annuncia come un anno critico, l'assonanza con il 1929 è forte ed anche in alcune similitudini con quella più grande crisi economica che la storia moderna ricordi.
Ed anche se i vari "esperti" cercano, più o meno fondatamente, di segnare le differenze per scongiurare attacchi di panico collettivo, l'aria è "densa" e pesante da respirare.

Intanto nel mio piccolo ho iniziato questo nuovo anno così come ho terminato il "vecchio" e cioè con un fastidioso malessere parainfluenzale che sembra non volermi proprio abbandonare da alcuni giorni, anzi, stamattina mi sento persino peggio.

Il cielo è grigio, piovoso e l'aria è molto fredda. Tra qualche giorno ricomincia la quotidiana battaglia per la sopravvivenza ed in quest'aria di crisi dovrò dimostrare di sapermela cavare ancor più di prima e tirare fuori grinta ed ottimismo, quell'ottimismo che a causa dei continui richiami governativi è diventato quasi un numero da Zelig.

Ecco, passate le varie illusioni da oroscopo e dissoltesi le bollicine dello spumante, stà per iniziare il "vero" anno... E quindi dopo tre giorni dal Capodanno "ufficiale" vi auguro anche "Buona Resistenza!!!"

Bukaniere alle gennaio 03, 2009 12:05 in:
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