Stamattina Vera ed io, siamo rientrati dal weekend in montagna in Abruzzo. Venerdì pomeriggio il ritorno dal lavoro sotto la solita canicola resa ancora più asfissiante da un'umidità davvero insostenibile. Preparata in fretta e furia una borsa con dentro l'occorrente per i due giorni fuori, con la fronte che grondava e la vista annebbiata, sono fuggito via!
Siamo partiti stoicamente sotto il solleone delle quattro del pomeriggio, desiderosi di mettere in fretta più chilometri possibili tra di noi e l'afa. L'auto ovviamente, era stata lasciata al sole dal mio adorato garagista e per farle assumere una temperatura accettabile da una forma di vita similumana, ho dovuto penare parecchio, indeciso tra il potere rinfrescante dei finestrini aperti Vs l'aria forzata del condizionatore un pò "alloffiato" dagli anni. Vera aveva con se i due pesciolini rossi messi in una boccetta ad-hoc per il viaggio che in realtà perdeva acqua ad ogni frenata. Dopo le due ore necessarie per un viaggio rovente ma tranquillo, siamo arrivati a destinazione e con i due pescetti sani e salvi.
Sull'autostrada per la prima volta ho osservato il Grande Fratello "Ciclope" che dovrebbe vigilare sul rispetto dei limiti di velocità nel tratto Napoli-Roma. In realtà ho visto le solite supermacchine e superbombette, sfrecciare ai soliti duecentoorari come se niente fosse! Mah! Io invece che ho sempre guidato utilitarie prima della mia Anomala, non ho per natura la tendenza a superare i 130, quindi per me poco male.
Arrivati finalmente in Abruzzo la sorpresa: anche lì faceva più caldo questa settimana che in tutti i duecento precedenti anni nei quali si è iniziato a registrare le temperature. Insomma, non ci siamo per niente lasciati la canicola alle spalle ma pare ci abbia seguiti fin lì.
Però almeno non c'era l'umidità asfissiante e l'aria sporca della città ed abbiamo potuto godere della bella natura che circonda quei luoghi.
Ieri abbiamo fatto tappa al lago di Scanno.

Dopo 45 chilometri di curve in montagna, attraversando paesaggi molto belli (Scontrone, il lago di Barrea) siamo arrivati al lago. Lì il sole rovente era reso molto più sopportabile da un forte vento che in alcuni momenti però, spirava con un'intensità quasi inquietante. Ma il vento teso ci ha anche aiutato a sopportare bene il caldo altrimenti asfissiante, ed ha favorito la nostra tintarella. Un altro bel pò di refrigerio ce lo ha dato anche un gelido ruscelletto che sfociava nel lago. Bagnarcisi i piedi per più di 3 secondi però, significava rischiare l'assideramento.
Nel lago, alcuni temerari sfidavano l'escursione termica aria/acqua esibendosi negli improbabili tuffi spanciati del dilettante, da noi napoletani definiti tecnicamente "a cufaniello". Sullo sfondo, una "paparella" bianca (un'oca Ndb) portava placidamente a spasso i suoi anatroccoli neri. Alcuni pesci abbastanza grandicelli e scuri (trote?) si affollavano intorno al punto in cui il ruscelletto si univa al lago, forse in cerca di più ossigeno, di nutrimento o forse anche loro di un modo per sentire meno il sole cocente. La mia dolce sirenetta del lago, si bagnava i piedini nell'acqua gelida, fuggendo via dopo pochi secondi come una bimba, con i piedini gelati e doloranti per il freddo, salvo poi ritornarci dopo pochi minuti passati al sole a cuocere un altro pochino la tintarella.
Al rientro ieri sera ci siamo davvero sentiti in pace con noi stessi. E' incredibile come solo due giorni a contatto con la natura possano ridarti quel pò di energia sufficiente a tornare a sopportare gli impegni e gli affanni quotidiani.
A sera, Chef Bukaniere ha preparato alla sua dolce amata una bavetta ai frutti di mare (vabbè, congelati, ma questo passava il "convento" :) ) al vino bianco.
Stamattina, il termometro segnava già 35° alle 10 quando l'Honda Anomala del vostro Bukaniere, percorreva già la metà del percorso di rientro ed ora rieccolo qui, stoicamente a godere dell'aria condizionata dell'ufficio ed a cazzeggiare, costretto inutilmente davanti allo schermo del pc, in questa fine di luglio di una rovente estate che non prevede vacanza.